Storia dei Tarocchi
II gioco dei Tarocchi e' uno dei piu' antichi, dei piu'
diffusi nel mondo, e dei piu' "misteriosi".
Le sue origini sono dubbie; non se ne conosce nemmeno l'autore
primo, se d'autore si puo' parlare.
Il loro mazzo e' composto di settantotto carte, dette ' 'lame '
', delle quali : ventidue sono gli Arcani Maggiori o Trionfi;
cinquantasei gli Arcani Minori.
Si ritiene che abbiano avuto origine dalle Naibi, carte
comprendenti alcune figurine didattiche, propedeutiche, per
bambini, insieme ad altre contrassegnate dai numeri arabi, del
XIV sec. Lo stesso nome "Tarocco" e' di etimologia incerta: da
principio era il nome dei soli Trionfi, poi e' stato esteso a
tutte le altre carte.
Le origini dei Tarocchi sono state discusse, nei secoli, da
illustri studiosi, quale Court de Ge'belin (XVIII sec.), e le
teorie sono tante e spesso contraddi ttorie: c'e' chi sostiene
siano un'invenzione degli alchimisti, chi di Toth, o Ermete
Trismegisto, chi dagli Zingari, chi dai Cabalisti. Si e' in
dubbio anche sulla loro provenienza: potrebbero venire
dall'India, o dall'Egitto, o dalla Cina, o da altri luoghi dalle
civilta' superbe. Una cosa e' certa: l'iconografia prettamente
medioevale, dai simboli cristiani, degli Arcani Maggiori.
Attraverso le immagini di un mondo medioevale ritroviamo le
immagini del mondo di sempre: il potere temporale e quello della
Chiesa, il bene ed il male, la fisicita' e la spiritualita', il
trionfo e la caduta, la stoltezza e l'intelligenza, il cammino
dell'uomo e del mondo. In Italia pervennero solamente al termine
del XIV sec., per poi diffondersi rapidamente in tutto il resto
dell'Europa. Ogni regione, ogni regno, ne ha dato una sua
versione pittorico-artistica, per questo esistono numerosi mazzi
diversificati fra loro (le bolognesi, le napoletane, le
piemontesi, le lombarde, le liguri, le svizzere, le tedesche e
le piu' diffuse Marsigliesi). Soprattutto ebbero grande
importanza in Francia; lo stesso Napoleone ne faceva spesso uso
divinatorio.
L'alto contenuto simbolico delle lame Maggiori permette loro un
insieme di messaggi universali, cosmici, senza tempo. Alcune
immagini sono chiaramente di origine biblica (II Giudizio, o
Angelo; La Torre, che ricorda quella di Babele; II Diavolo; le
creature angeliche de Gli Amanti e de II Giudizio; i simboli dei
quattro evangelisti de II Mondo; le virtu' teologali della
Dottrina), altre di origine astrologica. Insomma, la loro
origine e' laica, quanto ecclesiastica; pagana, quanto
cristiana; colta, quanto popolare. Esse valgono per qualunque
eta', classe sociale, nazione.
Gli Arcani Minori sono simili alle odierne carte da gioco, alle
quali manca solamente la carta del cavaliere, o cavallo. Il
gioco dei Tarocchi ha regole assai simili a quelle delle
popolari briscole, o del tressette: a turno, un giocatore da una
carta alla quale si dovra' "rispondere" con un'altra del medesimo
seme, o con uno degli Arcani Maggiori. Prendera' punti chi avra'
dato la carta del valore piu' alto. Ovviamente i Trionfi hanno
un valore superiore; l'unico Arcano Maggiore che fara' eccezione,
superando in potere quello seguente de "D. Mondo", e',
tradizionalmente, quello de "n Giudizio".
I semi degli Arcani Minori sono quattro: Bastoni, Coppe, Spade e
Denari. Ciascun seme corrisponde ad uno degli elementi
primordiali: i Bastoni al Fuoco; le Coppe all'Acqua; le Spade
all'Aria; i Denari alla Terra. Allo stesso modo il Bastone
corrispondera' alla figura paterna; la Coppa a quella materna; la
Spada allo Spirito; il Denaro alla fisicita', al Corpo.
Dunque gli Arcani Minori si suddividono in quattro gruppi di
carte dal valore numerico che va dall'uno al dieci, insieme ad
uno Scudiere, un Cavaliere, una Regina ed un Re, per ciascun
seme. A loro somigliano le carte da gioco moderne dai semi di
Picche, Cuori, Fiori e Quadri.
Gli Arcani Maggiori, o Trionfi, sono ventidue:
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I = II Bagatto;
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XII = L'Appeso;
XIII = ???; XIV = La Temperanza; XV = II Diavolo; XVI = La Torre; XVII = Le Stelle; XVIH = La Luna; XIX = D Sole; XX = II Giudizio; XXI = II Mondo; XXII = II Matto. |
Molto importante e' il ripetersi di certi simboli, per esempio i fiori, le piante, le ali, alcuni animali, i numeri, ma, soprattutto, i colori.
